Un po' di storia sui debatterizzatori


La capacità germicida dei raggi UV venne scoperta sul finire del XIX secolo e fu sperimentata in campo medico per la sterilizzazione degli strumenti.

I primi impieghi nel campo della potabilizzazione dell’acqua risalgono agli inizi del ‘900. Si trattava di tecnologie sperimentali e costose che per parecchi anni si dimostrarono antieconomiche se confrontate ai sistemi di disinfezione chimici più classici.

Con lo sviluppo di tale tecnica, l’applicazione degli impianti UV a rete cittadine piccole e grandi prende sempre più campo, tanto che negli ultimi decenni l’impiego degli impianti a raggi UV per la sterilizzazione dell’acqua ha subito un forte incremento.

L’uso dei sistemi a raggi UV per la disinfezione dell’acqua è molto diffuso in Europa: in Inghilterra, Germania Olanda, Spagna e specialmente in paesi come la Francia, dove il Ministero della salute riconosce tali sistemi e li ha classificati come debatterizzatori per la disinfezione delle acque.

In Italia, la tecnologia UV a media pressione per il trattamento acqua nelle piscine aperte al pubblico, risulta ancora poco conosciuta e solo il 30% delle piscine presenti nel nostro Paese Italia adotta tale tecnologia.

Come funzionano gli impianti UV


La lampada UV sfrutta la capacità dei raggi ultravioletti, non visibili ad occhio umano, di bloccare la riproduzione del DNA, distruggendo quindi ogni forma di vita. L’acqua viene fatta scorrere in una apposita camera e irradiata con una dose sufficiente di raggi ultravioletti.

In particolar modo i sistemi UV a media pressione vanno installati sui tubi di massima portata di acqua prima dell’immissione in vasca e dopo l’adeguata filtrazione. Per legge con la presenza dei sistemi UV non è possibile eliminare l’iniezione di cloro in vasca, sebbene si può tarare il valore delle centraline al minimo previsto dalla Tabella A per legge. (Atto di intesa tra stato e regioni 2003)

L’impianto UV in piscina lavora parallelamente al trattamento di disinfezione con il cloro. L’elevata energia UV rompe il legame (Cl-N base azotata) (o Cl-H) delle clorammine (fenomeno conosciuto come fotolisi); l’energia UV, a bassa lunghezza d’onda (meno di 230 nm), rompe i legami nell’acqua formando radicali idrossili (OH). Questi radicali sono essi stessi potenti ossidanti, che attaccano le CLORAMMINE ed i composti organici nell’acqua (fenomeno conosciuto come fotossidazione).

In acqua, in questo modo, non resta alcun residuo e una parte della trasformazione rilascia cloro libero che ritorna in vasca. Gli UV sono più efficaci del solo cloro per tutti i microrganismi “tipici” della piscina, tra cui Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Shigella, Stafilococchi, Salmonelle. L’efficacia degli UV è dimostrata anche per Cryptosporidium e Giardia sui quali il livello di cloro ammesso in piscina non ha alcun effetto (con le concentrazioni permesse sarebbe necessario un contatto con cloro di circa 7 mila ore per il loro abbattimento).

Tale processo garantisce la completa eliminazione delle sostanze nocive per l’uomo e la messa in sicurezza della salute di chi nuota e di chi opera all’interno della piscina. Tutti potranno notare la netta diminuzione del cloro combinato già dalle prime ore dell’accensione della lampada, in quanto il forte odore di cloro che si percepisce appena si entra in una piscina, è eliminato e si respira aria sana.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SUI SISTEMI UV?

Contattaci per una consulenza gratuita